Cryptovalute

BITCOIN

Bitcoin è una delle prime implementazioni dell’idea di cripto-valuta descritta per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list.

Bitcoin è stato sviluppato nel 2009 da un inventore anonimo (noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto) che realizzò un’idea da lui stesso presentata su Internet a fine 2008. La sua particolarità riguarda l’impiego di tecniche crittografiche per la creazione di nuovi Bitcoin (mining) e il controllo delle transazioni.
Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni e sfrutta la crittografia per la generazione di nuova moneta e l’attribuzione della proprietà. Bitcoin non fa uso di un ente centrale e il suo valore è determinato dal solo rapporto tra domanda e offerta. Gli esperti di finanza classificano il BitCoin non come moneta in senso stretto ma come un mezzo di scambio.
Le transazioni, irreversibili e peer-to-peer (da punto a punto), sono trasmesse in pochi secondi e verificate entro 10-60 minuti. La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento delle monete da un portafoglio digitale all’altro in modo praticamente gratuito. Il double-spending è impedito grazie all’impiego della blockchain.
Il 27 Settembre 2012 è stata creata la Fondazione Bitcoin per standardizzare, proteggere e promuovere Bitcoin.

ALTCOIN

L’economia delle cryptovalute e dei token digitali si sta sviluppando rapidamente e conta nuovi utenti ogni giorno e soprattutto nuove cryptocurrencies.

Dopo la nascita dei Bitcoin sono state sviluppate una serie di cosiddette «alternative coin» (denominate genericamente Alt-Coin). Basate su di una propria blockchain le Alt-Coin hanno caratteristiche leggermente diverse dai bitcoin. Al momento ci sono in circolazione oltre 1500 diverse cryptocurrencies per una capitalizzazione complessiva di oltre 300 miliardi di dollari. Tra queste le più diffuse, scambiate e apprezzate sono Ethereum, Ripple, Bitcoin-Cash, Cardano, Litecoin, Stellar, NEO ma esistono molte cryptovalute con caratteristiche tecniche estremamente interessanti che potrebbero sviluppare nel tempo le relative potenzialità; tra queste segnaliamo a puro titolo di esempio:

LITECOIN (LTC)
L’intenzione degli sviluppatori era di migliorare le caratteristiche del Bitcoin, da cui ha preso ispirazione, elaborando un blocco ogni 2.5 minuti (contro i 10 minuti del Bitcoin); alcune importanti agenzie di comunicazione lo hanno indicato come principale successore di Bitcoin.

ETHEREUM (ETH)
piattaforma rilasciata nel 2015 per l’esecuzione di smart contracts tramite la rete peer-to-peer. La potenza computazionale messa a disposizione sulla rete viene convertita nell’unità di conto denominata Ether.

WAVES
Cryptovaluta alla base di un progetto che prevede un exchange monetario decentralizzato. Dà ai suoi utenti la possibilità di creare token monetari senza alcuna nozione di programmazione.

MONERO (XMR)
è una cryptovaluta che punta alla privacy degli utenti non avendo una blockchain pubblica.

RIPPLE (XRP)
è la cryptovaluta creata come token antispam il cui fine ultimo è quello di agire sugli scambi monetari bancari. Garantisce un’alta velocità sulle transazioni.

IOTA
è un token crittografico di nuova generazione creato per essere utilizzato nei pagamenti automatici che gli smart device effettueranno nell’Internet of Things.

MERCATO

Il Market Cap globale delle cryptocurrencies e dei token digitali è di circa 560 miliardi di dollari (dati gennaio 2018) .
Le prime 15 cryptovalute del mercato per capitalizzazione sono le seguenti:

  • BITCOIN $ 198.171.361.747100%

  • ETHEREUM $ 119.008.057.38860%

  • RIPPLE $ 50.400.399.58025%

  • BITCOIN CASH $ 29.059.185.91914%

  • CARDANO $ 17.142.771.6238%

  • STELLAR $ 11.339.403.9775%

  • LITECOIN $ 10.359.586.3335%

  • NEO $ 9.687.665.0004%

  • EOS $ 9.311.840.1654%

  • NEM $ 9.274.049.9994%

  • IOTA $ 6.908.995.0393%

  • DASH $ 6.279.812.8193%

  • MONERO $ 5.220.256.6742%

  • TRON $ 4.373.582.9132%

  • ICON $ 3.499.716.6281%

NORMATIVA

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UNIONE EUROPEA

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza pronunciata ad ottobre 2015 ha riconosciuto che le operazioni che consistono nel cambio di valuta tradizionale contro unità della valuta virtuale bitcoin e viceversa costituiscono prestazioni di servizio a titolo oneroso. Di conseguenza, secondo giudici europei, tali operazioni rientrano tra le operazioni “relative a divise, banconote e monete con valore liberatorio” che sono esenti dal pagamento dell’IVA per espressa previsione della relativa direttiva europea.

AGENZIA ENTRATE

La tesi dei giudici UE è stata sposata dal fisco italiano con una risoluzione del settembre 2016. Secondo l’agenzia delle Entrate le commissioni relative alle operazioni di cambio di Bitcoin incassate da società che offrono tali servizi sono esenti da IVA. Ai fini della tassazione ires e irap, invece, il contribuente deve assoggettare i componenti di reddito derivatiti dall’attività di intermediazione nell’acquisto e vendita di Bitcoin, al netto dei relativi costi inerenti detta attività. Per le persone fisiche che detengono i Bitcoin al di fuori dell’attività di impresa, l’Agenzia ricorda che le operazioni a pronti (acquisti e vendite) di valuta non generano redditi imponibili mancando la finalità speculativa.