Tecnologia

BLOCKCHAIN

Blockchain è la tecnologia di registrazione distribuita alla base di bitcoin, alt-coin e smart contract che permette ad ogni partecipante alla rete di esaminare e validare le registrazioni delle transazioni.

Il cuore della blockchain consiste in un database distribuito e decentralizzato che è in grado di migliorare la trasparenza, la sicurezza e l’efficienza dei sistemi (cryptovalute e smart-contract) che ne fanno uso.
Solitamente le organizzazioni usano database centralizzati per immagazzinare dati e gestire transazioni (dai pagamenti alla registrazione del passaggio di proprietà di un bene). Il controllo del database, nelle mani della organizzazione che lo gestisce, limita di fatto la trasparenza e la capacità di controllo da parte di terzi.

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Il vero cambiamento portato dalla blockchain è rappresentato dal Distributed Ledger ovvero dall’assenza di un ente centrale il cui potere viene distribuito a tutti i partecipanti alla rete stessa.
Tutti infatti verificano, approvano e registrano i blocchi contenenti i dati di ciascuna transazione. In questo modo l’informazione, presente su tutti i nodi, diventa immodificabile se non attraverso una operazione che richiede la approvazione della maggioranza dei nodi (che in ogni caso non modificherà mai la storia dell’informazione stessa).

La Blockchain non è quindi una applicazione o una semplice tecnologia ma è un nuovo paradigma che sviluppa una sorta di libro mastro sicuro, accessibile a tutti e immodificabile.
La tecnologia blockchain sta avendo un enorme successo perché risolve, tra gli altri, i seguenti problemi:

  • facilita e garantisce transazioni sicure e decentralizzate;
  • riduce le frodi ed aumenta la sicurezza degli scambi assicurando che i dati non vengano manomessi;
  • aumenta la trasparenza e l’efficienza del sistema complessivo.

SMART CONTRACTS

Gli smart contract aiutano a scambiare denaro, proprietà, titoli azionari o qualsiasi altro elemento in modo trasparente, senza conflitti e senza il bisogno di rivolgersi a un intermediario o ad un garante esterno.

Inoltre gli smart contract non solo possono definire e incorporare i termini di un contratto ma li possono far rispettare, o scatenare, in modo automatico. Gli Smart contract sono protocolli che facilitano, verificano, o fanno rispettare, la negoziazione o l’esecuzione di un contratto. Gli Smart contract aspirano ad assicurare una sicurezza superiore alla contrattualistica esistente e di ridurre i costi di transazione associati alla contrattazione e alla registrazione.
Nel 2009, il Bitcoin ha introdotto il primo prototipo della tecnologia blockchain che qualche anno dopo ha spalancato le porte alla diffusione degli Smart Contract.

In generale la Blockchain è una tecnologia informatica che consente di registrare, su un database condiviso da una rete di computer, qualsiasi tipo di dato in modo sicuro e tracciabile. La blockchain è quindi il sistema ottimale per lo sviluppo e l’esecuzione di Smart contract. Le regole della transazione, implicite nel contratto, sono infatti inserite all’interno della blockchain ed eseguite assieme alla transazione stessa.
Il vero punto di svolta della tecnologia blockchain e degli smart contract avvenne nel 2014 con la pubblicazione del White Paper di Ethereum che delineava le caratteristiche di quella che sarebbe diventata successivamente la piattaforma (e la relativa cryptovaluta) più adatta alla creazione e gestione di smart contract.

STAKING

Noto come Proof-of-stake o PoS (vagamente traducibile in Italiano come: "prova che si ha una posta in gioco") è il nome di un metodo per la messa in sicurezza di una rete di cryptovaluta e per il conseguimento di un consenso distribuito.

È basato sul principio che ad ogni utente venga richiesto di dimostrare il possesso di un certo ammontare di cryptovaluta. Si differenzia dai sistemi proof-of-work (vedi anche “mining”) che sono basati su algoritmi di hash che validano le transazioni elettroniche in funzione della potenza computazionale impiegata. Peercoin è stata la prima cryptovaluta ad utilizzare sin dal lancio il sistema Proof-of-Stake. È possibile sfruttare la propria disponibilità di cryptovalute (che impiegano il metodo del Proof-of-stake) per produrre nuove cryptovalute del medesimo genere.

MINING

La proof-of-work (POW) è il fulcro dell’attività nota come mining. È un protocollo informatico che consente di dimostrare che si è speso un determinato ammontare di potenza computazionale al fine di risolvere un problema matematico. L’output che si ottiene è la prova di aver risolto la sfida ovvero è la dimostrazione certa della potenza computazionale impiegata.

Quando fu progettata la rete bitcon il suo creatore si trovò davanti al problema di come emettere nuova moneta. I sistemi monetari mondiali emettono moneta attraverso le banche centrali, ma la decentralizzazione del bitcoin richiede un metodo di generazione della moneta altrettanto decentralizzato. La soluzione fu di progettare il sistema in modo tale che elargisse bitcoin come premio ai componenti della rete che forniscono la potenza elaborativa necessaria a mantenere e fortificare la rete stessa (restituendo bitcoin in proporzione alla potenza computazionale fornita).

Il mining è quindi il modo utilizzato dal sistema bitcoin e da molte cryptovalute per emettere nuova moneta e ricompensare coloro che mantengono in attività la blockchain. La rete di tali cryptovalute memorizza le transazioni all’interno di strutture di dati chiamate blocchi. Affinché un blocco possa essere aggiunto alla catena, ovvero al database pubblico, è necessario che un elaboratore lo “chiuda” trovando un particolare codice.
Questa operazione cristallizza il blocco impedendo qualsiasi modifica futura. Chi trova tale codice è ricompensato con una certa quantità della cryptovaluta impiegata, più le tasse delle transazioni da lui inserite nel blocco, come incentivo per aver dedicato “tempo macchina” alla causa.